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D’Esperanto Trio – Ranco
Luglio 16 @ 21:00 - 23:00

Giovedì 16 Luglio
RANCO, Lungolago Parco G. Rodari
in caso di maltempo il concerto si terrà in Piazza Parrocchiale 4
Ore 21:15
D’Esperanto Trio
Paolo Simonazzi, ghironda, zampogna
Emanuele Reverberi, violino, cornamusa
Filippo Chieli, viola
ingresso libero
Inoltre: partecipa ad un APERITIVO CON GLI ARTISTI
Sei curioso di conoscere gli artisti, la loro formazione musicale e i particolari strumenti che utilizzeranno durante il concerto, come la ghironda o la zampogna?
Ti invitiamo a partecipare ad un APERITIVO con gli Artisti prima del concerto dalle ore 18:00 alle 19:00. nel Parco G. Rodari di Ranco in riva al Lago.
Attenzione! L‘aperitivo è riservato a massimo 10 partecipanti ed è richiesta la prenotazione obbligatoria entro mercoledì 15 Luglio.
Costo aperitivo: 10 Euro. Prenotazione obbligatoria via email: illagocromatico@gmail.com o telefono (solo whatapp) 3714540746. Evento in collaborazione con la Proloco di Ranco.
D’Esperanto Trio
Musiche tradizionali dall’Emilia e dall’Europa per strumenti a bordone, archi e mantici
Il progetto musicale dei “D’Esperanto” ricerca nelle tradizioni musicali europee (Italia, Francia, Isole Britanniche) un suono originario ed antico che affianca, in perfetta amalgama, a nuove composizioni. Un originale progetto di ricerca e di riproposta, nel contempo innovativo ma ben inserito nel solco della tradizionale popolare, che si esprime in una musicalità intensa e giocosa che caratterizza fortemente gli spettacoli del gruppo. La formazione ha suonato in prestigiosi festival e rassegne tra le quali: TraMonti (RE), REC Festival d’autunno (RE), Festival della tammorra e del tamburello (Giffoni Valle Piana – Salerno), Tarantella Power (Caulonia – Reggio Calabria), Festival Radicazioni (Alessandria del Carretto – Cosenza), Sponz all’Osso – Costola reggiana alla Pietra di Bismantova /RE) e parteciperanno allo Sponz Fest 2021 a Calitri. Nel 2019 ha partecipato alla realizzazione del film “L’Appennino che suonava” ideato da Bruno Grulli e per la regia di Alessandro Scillitani, reinterpretando in chiave moderna il repertorio della musica tradizionale dell’Appennino emiliano.

