Zimane Sinoran, Ranco

ZIMANÊ SÎNORAN- il linguaggio dei confini è un invito ad esplorare la ricchezza delle tradizioni musicali del mondo, una combinazione tra jazz e world music, fra suoni ancestrali ed innovazione, nato dall’incontro tra la voce insinuante e persuasiva di Sonia Spinello e le sonorità avvolgenti di Ashti Abdo con saz(tambur), oud, sansula e duduk. Un viaggio sonoro che attraversa culture, lingue e stili musicali differenti, creando un intreccio unico che celebra la bellezza della diversità e dell’integrazione. Il canto femminile, affiancato talvolta da quello maschile, ed il timbro caldo e nostalgico del duduk, alternato agli altri particolari strumenti, creano un’atmosfera che invita all’ascolto partecipe e alla riflessione, in un’esperienza che è al contempo intima e universale. Prima del concerto sarà possibile conoscere gli artisti e i loro strumenti musicali in un aperitivo in riva al Lago da non perdere.

Giovedì 31 Luglio

Piazza del Comune; Ranco

ore 21:15

Zimane Sinoran

Sonia Spinello, voce

Ashti Abdo, saz, oud, sansula, duduk

Ingresso Libero.

Prenotazione consigliata al Link Eventbrite.

Inoltre:

Apericena con gli artisti alle ore 18:30 presso Bar Il Molo di Ranco

10 Euro. Posti limitati con prenotazione obbligatoria al tel. 0331 975190

Sonia Spinello Nata nel pavese il 26 luglio 1974, inizia a studiare canto in giovane età. A partire dai primi anni 2000 studia con Sandra Fantino presso il Centro Jazz di Torino e approfondisce lo studio della tecnica vocale con il metodo di Seth Riggs (Speech Level Singing). Successivamente studia presso l’Accademia Musicale Baravalle di Fossano e partecipa a numerose masterclass e corsi di perfezionamento, tra cui i seminari estivi internazionali di Siena Jazz con Becca Stevens, Diana Torto, Theo Bleckmann e Susanne Abbuehl, Nuoro Jazz, corsi di perfezionamento con Neil Semer (Manhattan School of Music, New York), Elisa Turlà (Voicecraft) e Albert Hera (Circle Song).

Ashti Abdo, percussione e corde etniche: cantante, musicista polistrumentista e compositore curdo, è nato ad Aleppo e cresciuto ad Efrin. La musica diventa la sua passione travolgente molto presto: trascorre l’infanzia tra le colline del suo villaggio, ascoltando le storie e le canzoni degli anziani, circondato dai suoni della natura. Da bambino impara a cantare ninne nanne a sua sorella e a suonare il tipico strumento curdo, il tembûr (saz), con suo fratello. Trasferitosi in Italia dopo l’adolescenza, continua a suonare il tembûr da autodidatta, iniziando a esibirsi come artista solista. Nel 2012 si unisce ai Domo Emigrantes, portando nella band suoni e trame tipiche del Medio Oriente. L’incontro con il gruppo lo porterà a sua volta a conoscere e fare suoi strumenti e ritmi tipici del Sud Italia. Dal 2014 suona il saz, il mandolino e le percussioni nell’ensemble Piccola Banda Rebelde canta De André. Nel 2015 collabora anche con Angelo Petraglia e Francesco Forzani, creando Beja: la musica, il racconto, la guerra, un progetto di improvvisazione musicale basato su una traduzione personale dell’esperienza bellica. Nel 2016 dall’incontro con Manuel Buda alla chitarra classica e con Fabio Marconi al violhao de choro a 7 corde, nasce un eccentrico trio di strumenti a corda (a cui si aggiungono all’occorrenza percussioni, voci e fiati come clarinetto e duduk), in cui ognuno porta le melodie che ha incontrato nel suo cammino personale di vita, di ricerca e di esperienza e che confluiscono in un vero e proprio viaggio musicale che da Vienna arriva fino al Mar Caspio, tra danze greche, melodie klezmer e canti della tradizione curda. Nel 2018 vince il premio DoReMiFaSud, concorso che promuove l’integrazione e il dialogo fra culture musicali differenti. Il 1° gennaio 2020 è stato ospite al Teatro Massimo di Palermo in occasione del Concerto di Capodanno, accompagnato dall’orchestra del Teatro Massimo diretta da Omer Meir Wellber e dal coro diretto da Ciro Visco.